| Disintermediazione alberghiera: le nuove prospettive del booking online |
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![]() Booking Engine Come a dire: dal produttore al consumatore. Sembra la scoperta dell’acqua calda, eppure in Italia questo fenomeno è ancora allo stato embrionale. Solo negli ultimi anni, infatti, gli imprenditori di casa nostra hanno cominciato a cogliere le potenzialità dell’esistenza in Rete di un canale diretto con il turista che possa ovviare ai condizionamenti imposti dai vari intermediari. E questo canale diretto non può che essere un buon sito internet, accattivante, ben costruito, ma soprattutto denso di informazioni che invoglino l’utente a cliccare sul tasto book now. I motivi, quindi, per cui un albergatore dovrebbe investire in web marketing turistico vengono soprattutto dai numeri. 36%: è la percentuale dei viaggiatori che ritengono di ottenere un servizio migliore dalla trattativa diretta con l’hotel, il doppio rispetto al 15% che dichiara di preferire i grandi portali. Inoltre, per il 38% di loro i prezzi concordati direttamente con l’albergo sono più vantaggiosi rispetto a quelli riferiti da un intermediario e ben l’80% di coloro che hanno notato l’albergo su Expedia & co raggiunge poi il sito ufficiale dell’albergo. Più precisamente, sempre secondo statistiche Google UK e ComScore, 3 viaggiatori su 10, dopo aver ricevuto informazioni sull’albergo dalla grande agenzia, preferiscono contattarlo direttamente per concludere la trattativa: Expedia stessa dichiara che oltre il 40% dei propri visitatori ricerca pacchetti su expedia.com per poi prenotare sui siti degli hotel. Altre analisi di mercato rivelano inoltre che, nel 2008, il 40% circa di tutte le prenotazioni sarà generato da Internet (rispetto al 33% nel 2007 e al 29% nel 2006), che per la fine del 2010 oltre il 45% delle prenotazioni sarà effettuato online (Merrill Lynch) e che il rapporto canale online diretto-canale online indiretto continua a migliorare in favore del primo: 52-48 nel 2002, 60-40 nel 2007, con la previsione del 62-38 nel 2008. Alcuni dei principali brand internazionali godono già dell’85-15 (Marriott riceve il 75% di tutte le prenotazioni dal sito ufficiale, la Hilton International l’80%-90%; fonti PhoCusWright, HeBS). Ed è sempre HeBs a dire che il 68% degli albergatori, l’anno scorso, ha spostato i propri investimenti dalla pubblicità offline alle attività di marketing online e che, di conseguenza, la distribuzione diretta di pacchetti turistici, attraverso il sito ufficiale dell’hotel, è diventata IL modo di fare business sul Web. Tutto questo non significa che chi gestisce una struttura alberghiera debba chiudere con i classici intermediari, anzi: questi rappresentano un veicolo in più per promuovere l’hotel, da sfruttare per rafforzare il brand e condurre il cliente verso il proprio sito. Solo che affidarsi esclusivamente agli intermediari non dovrebbe rappresentare l’unica soluzione per generare profitto. Piuttosto appare necessaria – alla luce di questi cambiamenti nella dinamica di mercato e nel comportamento dei viaggiatori - una maggiore cura del proprio sito, che punti su una sua maggiore visibilità e sulla personalizzazione dell’offerta. |
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